stampa 3d mascherine valvole e respiratori
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INGEGNO ITALIANO

Il bisogno aguzza l’ingegno e noi Italiani in questo siamo maestri,
la famosa arte di arrangiarsi (a cui siamo abituati) o meglio le nostre competenze
e conoscenze sono spesso di gran lunga superiori a quelle che mostriamo.
Non di rado altri Paesi sono costretti a prenderci come esempio positivo.
Il problem solving e le sfide risvegliano in noi il nostro istinto che
abbinato all’ingegno, virtu’ che ci contraddistingue da secoli, ci permettono
di risolvere qualsiasi problema.

Maschera d’emergenza per respiratori ospedalieri

Nei giorni scorsi la società innovativa ISINNOVA è stata contattata dall’Ospedale
di Gardone Valtrompia, che è venuto a conoscenza di Isinnova tramite un medico
dell’Ospedale di Chiari, struttura per la quale stavano realizzando con stampa 3d
le valvole d’emergenza per respiratori.
Dichiarano: “Abbiamo analizzato la proposta insieme all’inventore (il Dott. Favero).
Abbiamo contattato in breve tempo Decathlon, in quanto ideatore, produttore e distributore
della maschera Easybreath da snorkeling. L’azienda si è resa immediatamente
disponibile a collaborare fornendo il disegno CAD della maschera che avevamo
individuato. Il prodotto è stato smontato, studiato e sono state valutate le modifiche
da fare. È stato poi disegnato il nuovo componente per il raccordo al respiratore,
che abbiamo chiamato valvola Charlotte, e che abbiamo stampato in breve tempo
tramite stampa 3d. Il prototipo nel suo insieme è stato testato su un nostro collega
direttamente all’Ospedale di Chiari, agganciandolo al corpo del respiratore, e si è
dimostrato correttamente funzionante. L’ospedale stesso è rimasto entusiasta
dell’idea e ha deciso di provare il dispositivo su un paziente in stato di necessità.
Il collaudo è andato a buon fine. Stante la bontà del progetto, abbiamo deciso
di brevettare in urgenza la valvola di raccordo, per impedire eventuali speculazioni
sul prezzo del componente.Chiariamo che il brevetto rimarrà ad uso libero perché
è nostra intenzione che tutti gli ospedali in stato di necessità possano usufruirne.
Abbiamo deciso di condividere liberamente il file per la realizzazione del raccordo
in stampa 3d.”

vedi mascherine in 3D

Mascherine stampate in 3D

Molti sono i progetti che si susseguono per sopperire alla mancanza di mascherine.
Alcune società come la WASP o siti come thingiverse.com di MakerBot,
hanno messo a disposizione le proprie piattaforme con progetti e mesh perfette dove
spesso bravissimi MAKERS si sono lanciati nell’auto fabbricazione delle proprie mascherine,
modificando e perfezionando i progetti.
Bella iniziativa quella di Maurizio Cimmino, ingegnere e makers di Capaccio Paestum
che stampa in 3D la sua mascherina per poi condividere con altri il proprio progetto
per eventuali collaborazioni e migliorie.
dice: “Ognuno di noi può dare un contributo in questa situazione di emergenza”.
La sua mascherina viene stampata in 3 materiali, DPU, PLA e Tessuto; con spessori
di 6 micron ogni millimetro e materiale flessibile.
I filtri di categoria ffp2 o ffp3, sono in cotone o pezzi di stoffa, il fermo nasale in PLA
e’ modificabile personalizzandolo con una fonte di calore.
“Insieme possiamo aiutare il nostro paese”, conclude l’ingegnere.

Il progetto WASP personalizzata e su misura
è stato studiato da un’azienda di Massa Lombarda, la WASP.
Ciascuna mascherina sarà realizzata partendo dalla scansione precisa in tre dimensioni
del volto dell’operatore. Ecco perché ogni maschera sarà personalizzata e su misura.
La scansione del volto può avvenire attraverso la tecnica della fotogrammetria realizzata
con uno smartphone posizionato alla distanza di un metro.
Ciascuna immagine, poi, verrà elaborata dal computer e servirà per ricostruire la mesh del volto
del soggetto scansionato. A ciascuna mesh, verrà applicato un modello che fungerà da base e
che farà sì che ciascuna mascherina possa essere ergonomica alla perfezione.
La realizzazione viene completata con Blender per poter ottenere le 3D.
Il materiale con cui saranno realizzate queste mascherine del futuro è il policaprolactone ovvero PCL
che è un materiale bio che non da problemi una volta a contatto con la pelle.
Il PCL, infatti, è già in uso in campo medico e può essere stampato senza che ci sia
bisogno di una camera calda. Questo perché può fondersi a 100 gradi.

vedi 6G 

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